Cosa attira le zanzare? Scopriamo le loro abitudini per proteggerci al meglio

 

Tutti gli anni, con l’arrivo della bella stagione, ci si ritrova a fare i conti con le piccole, vivaci e talvolta rumorose bestioline appartenenti alla famiglia dei Culicidi: le zanzare. Le alte temperature fanno sì che le nostre vite si intreccino inevitabilmente con le loro generando fastidi, nevrosi serali e corse al più efficace repellente per insetti del momento. Le zanzare diventano però sempre più resistenti e nulla potrà porre fine a questo rapporto di convivenza che ormai non si limita soltanto ai mesi estivi. Capiamo allora quali sono le abitudini e le caratteristiche di questi insetti per vivere la nostra vita insieme in maniera più “serena”.

 

 

Zanzare: conosciamole meglio

Oltre 3.500 specie di zanzare popolano il nostro pianeta: tra queste solo alcune sono in grado di trasmettere malattie come febbre gialla, dengue, encefalite o malaria. Tutte le altre sono invece “innocue” e si limitano a nutrirsi del nostro sangue causando fenomeni di arrossamento, prurito e gonfiore cutaneo nella zona della puntura. In Italia sono per fortuna presenti solo zanzare appartenenti a questa seconda categoria, e le specie più diffuse sono al momento:

La zanzara comune (Culex Pipiens). Piccola e di colore marrone chiaro è attiva durante le ore serali e notturne e si riproduce in ambienti molto umidi e in prossimità delle acque stagnanti.

La zanzara tigre (Aedes albopictus). Più grande della precedente, è caratterizzata da un corpo nero ricoperto da strisce bianche. Particolarmente vorace e aggressiva, predilige le temperature calde e le aree verdi e umide. Si tratta di una specie molto resistente e punge anche di giorno.

La zanzara coreana (Aedes koreicus). Di colore marrone chiaro e simile nell’aspetto alla zanzara tigre, si differenzia da questa per le maggiori dimensioni. Caratterizzata da una grande resistenza, è attiva anche di giorno e si adatta anche alle basse temperature. La puntura di questa specie decisamente aggressiva, genera un prurito piuttosto intenso.

La zanzara anofele (Anopheles). Di colore marrone scuro, si differenzia dalle specie precedenti per via di una propensione ai ristagni d’acqua puliti. Attiva soltanto durante la notte è dotata di un’incredibile velocità di riproduzione che la rende molto infestante.

È importante sapere che le zanzare possono ingerire ad ogni pasto anche il doppio del loro peso corporeo, per cui una volta entrate in casa cercano di rimanerci a tutti i costi per avere i pasti garantiti e a portata di mano. Le grandi capacità di adattamento hanno permesso alle zanzare di vivere molto bene anche nei centri urbani e lontane dai corsi d’acqua. Basta infatti un minimo ristagno d’acqua per garantire alle zanzare di sopravvivere, accoppiarsi e riprodursi.

Le uova di zanzara, una volta deposte, sopravvivono per mesi anche all’asciutto. Se l’uovo è maturo, basta una sola goccia d’acqua per permettere lo sviluppo della larva. Questo è ciò che succede spesso nei sottovasi delle nostre piante quando non vengono adeguatamente puliti.

 

 

Quando e perché veniamo punti dalle zanzare

Ad attaccarci e quindi a pungerci sono soltanto le femmine, dotate di un apparato boccale pungente-succhiante (a differenza dei maschi, dotati solo di un apparato succhiante). Le femmine infatti, quando vengono fecondate, cercano alimenti proteici come il nostro sangue in grado di far sviluppare l’uovo per poi deporlo. Il nutrimento dei maschi risiede invece negli elementi zuccherini che trova in natura come il nettare dei fiori. Non siamo in grado di percepire la puntura nel momento in cui avviene in quanto le zanzare sono dotate di un sistema intelligente: la loro saliva contiene infatti degli agenti anestetizzanti che rendono la loro puntura impercettibile.

Oltre a questi la saliva contiene un anticoagulante che consente loro di nutrirsi in totale serenità succhiando il sangue in maniera più facile. La classica “bolla” cutanea o pomfo, l’arrossamento e il prurito che percepiamo sulla pelle in base alla nostra sensibilità sono reazioni del nostro sistema immunitario agli elementi contenuti nella saliva stessa della zanzara.

Spesso ci siamo chiesti: che cosa attira le zanzare? In base a quali caratteristiche scelgono le loro prede? Per prima cosa è bene chiarire che la selezione attuata dalle zanzare non avviene attraverso la vista ma attraverso l’olfatto. Quali fattori o condizioni attraggono dunque questi insetti?

L’anidride carbonica emessa dal nostro corpo durante la respirazione che riescono a fiutare da più di 100 metri di distanza. Le persone in sovrappeso, le donne incinte e i bambini sono tra le loro “vittime” preferite in quanto ne emettono in quantità maggiore. Quando durante la notte ci sembra di avere una zanzara “nell’orecchio” è perché sta volando sul nostro viso, nello specifico nei pressi della nostra bocca, fonte di anidride carbonica. Nel silenzio notturno, ovviamente, il rumore delle loro ali è talmente percepibile da riuscire a disturbare il nostro sonno.

L’acido lattico prodotto soprattutto durante l’attività sportiva, l’acido urico e l’ammoniaca che vengono espulsi con il sudore. Per questa ragione, chi ama lo sport all’aria aperta viene spesso preso di mira dalle zanzare.

Non solo il sudore, ma anche una temperatura corporea alta è un fattore che ci rende appetibili. Da questa caratteristica deriva forse la loro propensione ad attaccare maggiormente i consumatori di alcolici i quali, oltre a produrre una maggiore quantità di etanolo attraverso il sudore hanno una temperatura corporea generalmente più alta degli altri.

Molti studi hanno dimostrato che i colori scuri dei nostri abiti attraggono molto le zanzare. Per questa ragione è consigliabile indossare vestiti dai colori chiari o pastello soprattutto quando si svolgono attività all’aria aperta, quando si fa sport o giardinaggio.

 

 

Altre ricerche hanno dimostrato inoltre una predilezione da parte delle zanzare per i soggetti aventi gruppo sanguigno di tipo 0 e per le persone con alte concentrazioni di colesterolo nel sangue.

Oltre a questi fattori, c’è da tenere in considerazione il fatto che il nostro corpo emana un infinito numero di sostanze che possono attirare o respingere questi insetti. Probabilmente in futuro la scienza riuscirà a capire quali, tra queste sostanze, hanno un ruolo repellente o attrattivo per le zanzare. Sarebbe il nostro odore personale derivante da fattori genetici, infatti, alla base della selezione attuata dalle zanzare. Sono proprio i geni ad influire sulla nostra sudorazione, sul nostro metabolismo e su tanti altri fattori che ci rendono più o meno “piacevoli” nei confronti di questi piccoli insetti.

Da qualche anno a questa parte la presenza di zanzare, soprattutto esotiche, è sempre più elevata. Per scoprire come convivere al meglio con questi insetti, leggi anche Rimedi naturali contro le zanzare.