Oleoliti: cosa sono, a cosa servono e come si preparano in casa

L’oleolito è una soluzione oleosa ottenuta dalla macerazione di un’erba officinale fresca o essiccata (droga) in olio. La presenza prolungata dell’erba in olio le permette di rilasciare tutti i suoi principi attivi liposolubili dando vita ad una soluzione che contiene il fitocomplesso curativo della pianta stessa. Questi preparati oleosi vengono quindi utilizzati principalmente per uso esterno (ad esempio mediante massaggi utili al trattamento di problemi cutanei, dolori muscolari o articolari) o come componenti lipidici di preparazioni dermatologiche naturali come creme e unguenti.

 

 

A cosa servono gli oleoliti

Le proprietà di un oleolito dipendono quindi dalla pianta che si è scelto di estrarre. Ogni oleolito racchiude, oltre all’azione ammorbidente dell’olio e alle sue particolari caratteristiche, anche le caratteristiche fitoterapiche della pianta da cui è stato ottenuto. Sulla base di questo principio, la scelta delle erbe da estrarre dipenderà dalle necessità individuali o dalla tipologia di disturbo che si intende trattare.

L’oleolito di rosmarino, dalle proprietà drenanti, antimicrobiche, analgesiche e purificanti, trova impiego ad esempio nei massaggi anticellulite, nel trattamento della pelle impura, in caso di dolori articolari e nella detersione del cuoio capelluto in caso di forfora. Per lenire ustioni, arrossamenti cutanei, pruriti, dermatiti e irritazioni, l’aiuto ci è offerto, ad esempio, dall’oleolito di calendula, dall’oleolito di lavanda e dall’oleolito di camomilla. L’estrazione del fitocomplesso di una pianta fa sì che ciascun oleolito sia contradistinto da un gran numero di proprietà.

Come scegliere le possibili erbe officinali da estrarre? Generalmente, le erbe per oleoliti sono quelle da cui viene estratto anche l’olio essenziale. Per agevolare la selezione, è possibile scaricare la tabella delle proprietà degli oleoliti più comuni in PDF.

 

Come scegliere le possibili erbe officinali da estrarre? Generalmente, le erbe per oleoliti sono quelle da cui viene estratto anche l’olio essenziale. Per agevolare la selezione, è possibile scaricare la tabella delle proprietà degli oleoliti più comuni in PDF.

 

 

Oleoliti fai da te: cosa c’è da sapere prima di iniziare la preparazione

Pianta secca o pianta fresca?

Gli oleoliti possono essere preparati con erbe secche o fresche. Generalmente la scelta verte sulle erbe essiccate in quanto, trattandosi di una macerazione in olio, si elimina il problema di un eventuale irrancidimento del macerato. Come vedremo in seguito, la ricetta con le erbe officinali secche prevede un dosaggio di 20 g di erbe ogni 100 g di olio e un tempo di macerazione di 2 ore nel caso di estrazione a bagnomaria.

La pianta fresca, a differenza di quella secca, conserva al suo interno piccoli quantitativi d’acqua che possono compromettere il risultato finale. Tuttavia, alcune piante come l’arnica, l’iperico e la melissa, devono necessariamente essere utilizzate fresche. Come procedere in questo caso?

  • Una volta colte le erbe, queste vanno fatte asciugare su un telo di cotone o su carta da cucina per circa 6 ore all’aria aperta, lontane da fonti dirette di luce o calore.
  • Il dosaggio da tenere in considerazione è di 40-50 g di erbe in 100 g di olio.
  • Il tempo di macerazione in caso di estrazione a caldo (il metodo a bagnomaria è il più idoneo in questo caso) è di 3 ore.

Quale olio scegliere per la preparazione dell’oleolito?

Per la preparazione dell’oleolito, è buona regola utilizzare un olio leggero, dotato di una buona conservabilità e piuttosto inodore come quello di semi di girasole. Tuttavia, in base alle necessità individuali, è possibile sfruttare la sinergia tra le proprietà dell’olio e quelle della pianta scelta per creare un prodotto adatto ai propri bisogni. Ecco alcune proprietà degli oli più indicati per la preparazione degli oleoliti:

  • Avocado: Rigenerante, elasticizzante e nutriente, ammorbidisce la pelle secca, agevola la cicatrizzazione dei tessuti e trova impiego nel trattamento della pelle matura e delle smagliature.
  • Girasole: Lenitivo, emolliente, vitaminizzante, antiossidante e rigenerante, è un olio versatile ottimo per i massaggi e per la cura dei capelli secchi e adatto a tutti i tipi di pelle.
  • Jojoba: Antinfiammatorio, antimicotico, elasticizzante, nutriente e antiossidante, agisce come sebo regolatore cutaneo, idrata la pelle e favorisce i processi di riparazione cutanea.
  • Mandorle: Emolliente, lenitivo e nutriente, lenisce pruriti e irritazioni, agevola il rinnovamento cellulare, previene la formazione di smagliature ed è adatto anche alla pelle più sensibile.
  • Riso: Lenitivo, antiossidante, drenante ed emolliente, contrasta l’invecchiamento cutaneo, illumina l’incarnato, stimola il microcircolo e rende la pelle elastica.
  • Sesamo: Antiossidante, antibatterico, lenitivo e purificante, trova impiego nella cura della pelle danneggiata, contrasta l’invecchiamento cutaneo e rende la pelle vellutata.
  • Vinaccioli: Astringente, antiossidante, emolliente, sebo regolatore e stimolante, lenisce le irritazioni, stimola il microcircolo, idrata la pelle e la rende morbida ed elastica.

Nella formulazione di un oleolito è quindi possibile sfruttare l’azione sinergica di olio e pianta officinale per creare un prodotto in grado di adattarsi perfettamente alle necessità personali. Un oleolito di calendula in olio di mandorle, ad esempio, troverà impego nel trattamento della pelle secca, irritata e disidratata anche dei bambini; un oleolito di iperico in olio di girasole si rivelerà un ottimo rimedio estivo grazie alla sua capacità di lenire le scottature e rigenerare l’epidermide e così via.

Quante tipologie di erbe è possibile inserire nella preparazione dell’oleolito?

Nonostante sia possibile creare ricette di oleoliti contenenti più erbe officinali in macerazione simultanea, è bene sapere che il metodo classico prevede l’estrazione di una sola pianta per volta in olio. Volendo realizzare una miscela composta da più piante officinali, si consiglia quindi di estrarre separatamente le singole erbe, filtrarle e, solo a questo punto, miscelare tra loro i diversi oleoliti.

 

 

Oleoliti: ricette e dosi

Come fare gli oleoliti in casa? I metodi di preparazione sono tre:

Oleolito a caldo o a bagnomaria: Questo metodo prevede l’estrazione dei principi attivi della pianta secca o fresca in olio mediante una fonte di calore. Le erbe pesate devono essere inserite in un barattolo o un contenitore pulito resistente al calore e coperte con l’olio. Dopo aver mescolato bene i due ingredienti, inserire il contenitore aperto in un pentolino contenente dell’acqua, portare il pentolino sul fuoco e far macerare le erbe a bagnomaria mescolandole spesso. La durata di questo processo è di 2 ore in caso di erbe secche e di 3 ore in caso di erbe fresche. Durante questo tempo, è necessario mantenere la fiamma bassa in modo che la temperatura dell’olio non superi i 40° per preservare le proprietà della pianta utilizzata. Trascorso il tempo di macerazione, estrarre il contenitore dal bagnomaria, aspettare il completo raffreddamento degli ingredienti e filtrare l’olio travasandolo in un barattolo pulito. Tappare il barattolo e conservarlo in un luogo fresco e buio.

Per una migliore estrazione dei principi attivi, dopo aver rimosso il contenitore dal bagnomaria e aver fatto raffreddare il preparato, è possibile chiudere il barattolo e attendere una settimana prima di procedere al filtraggio dell’oleolito.

Leggi anche Oleolito di lavanda – Metodo a caldo.

Oleolito a freddo: Il metodo di estrazione a freddo prevede invece tempi di macerazione più lunghi a temperatura ambiente. Dopo aver pesato le erbe, basta inserirle in un barattolo di vetro, coprirle con la giusta dose di olio e mescolare i due ingredienti. Dopo aver tappato il barattolo, riporlo in un luogo fresco e buio per 40 giorni durante i quali il composto deve essere mescolato quotidianamente. Trascorso questo tempo, si può procedere al filtraggio e al trasferimento dell’oleolito in un nuovo contenitore munito di tappo. Conservare l’oleolito ben chiuso in un luogo fresco e buio.

Leggi anche Oleolito di camomilla – Metodo a freddo.

Oleolito a digestione solare: Il metodo a digestione solare sfrutta il calore del sole per l’estrazione dei principi attivi della pianta in olio. Dopo aver pesato le erbe essiccate, basta trasferirle in un barattolo di vetro, coprirle con il giusto quantitativo di olio e mescolarle. A questo punto si procede tappando il barattolo, rivestendolo esternamente con della carta o un panno per proteggerlo dalla luce diretta ed esporlo al sole per circa 2 ore al giorno. Prima di ogni esposizione si consiglia di mescolare gli ingredienti e richiudere il barattolo. Questa operazione deve essere ripetuta per un periodo di circa 20 giorni al termine del quale si potrà procedere al filtraggio e al trasferimento dell’oleolito in un nuovo contenitore munito di tappo. Conservare l’oleolito ben chiuso in un luogo fresco e buio.

Gli oleoliti possono essere filtrati in diversi modi: è possibile utilizzare un comune colino da cucina, un imbuto rivestito internamente con della garza o con un panno di cotone pulito, un calzino di nailon o di cotone. In ogni caso, alla fine dell’operazione di filtraggio, è bene assicurarsi che all’interno dell’oleolito non compaiano parti di pianta. Tuttavia, eventuali depositi in forma di polvere sono del tutto normali e possono comparire a distanza di giorni. In questo caso si può procedere a un secondo filtraggio.

Dosi

Per le erbe officinali secche sminuzzate – in taglio tisana: 20 g di erbe in 100 g di olio

Per le erbe officinali secche in polvere: 10 g di erbe in 100 g di olio

Per le erbe officinali fresche: 40/50 g di erbe in 100 g di olio

Le dosi appena riportate costituiscono le indicazioni di base per la preparazione dell’oleolito. Tuttavia, le diverse piante occupano un volume diverso e alcune di queste potrebbero rimanere scoperte dalla dose d’olio suggerita. In questi casi ci si può affidare al metodo popolare che suggerisce di aumentare la dose di olio fino alla copertura della pianta.

 

 

Conservazione e utilizzo degli oleoliti

Quanto dura un oleolito? Circa 2 anni, se realizzato in condizioni igieniche ottimali e, soprattutto, se ben conservato.

Per una corretta conservazione dell’oleolito si suggerisce di:

  • Evitare, durante ogni fase della preparazione, che al suo interno cadano gocce d’acqua o che rimanga della condensa una volta chiuso il contenitore in cui è stato confezionato. La presenza di acqua, anche in piccola misura, provoca l’irrancidimento rapido dell’oleolito.
  • Aggiungere all’oleolito filtrato qualche goccia di vitamina E per preservarlo dall’irrancidimento. Il dosaggio è di circa 5 gocce di vitamina E ogni 100 g di olio. Una dose superiore di vitamina E non compromette assolutamente il risultato finale.
  • Confezionare l’oleolito in un barattolo o flacone di vetro scuro (che sia con tappo a vite, tappo a chiusura ermetica, dosatore spray, tappo con pipetta contagocce).
  • Conservare l’oleolito in un luogo buio, fresco e asciutto al riparo da fonti di luce e calore.
  • Nel caso siano state preparate grandi quantità di oleolito, si consiglia di confezionare il prodotto in più flaconi di misura ridotta piuttosto che in un unico grande contenitore. In questo modo si utilizzerà un flacone per volta evitando di aprire frequentemente lo stesso contenitore, azione, quest’ultima, che velocizzerebbe l’ossidazione del prodotto.

In base alle proprietà degli oleoliti realizzati, questi possono essere utilizzati mediante un massaggio sulla pelle asciutta o umida, come ingredienti unici o addizionati ad altri ingredienti in maschere e impacchi per capelli o come ingredienti di base per unguenti, creme, sieri, saponi e altre formule cosmetiche. In qualunque caso, questo semplicissimo estratto erboristico costituisce uno dei rimedi naturali più economici ed efficaci per il nostro benessere.